CLINICAL PHYSIOLOGIST IN UK

 

Salve a tutti, mi chiamo Vincenzo Termite e sono un tecnico di neurofisiopatologia al momento residente in UK. Su richiesta del mio caro collega Matteo Francesco Lauriola, mi sono reso disponibile nello scrivere questo breve articolo in quanto pensiamo possa essere molto utile per tutti coloro che intendono trasferirsi in UK per intraprendere una nuova esperienza lavorativa come tecnico di neurofisiopatologia. Ho cercato di fornirvi tutte le informazioni utili che ho acquisito fin ora durante la mia esperienza lavorativa e che credo possano essere utili per avere una consapevolezza di base su come il tecnico svolge la propria mansione qui in Inghilterra.

 La mi carriera come tecnico inizia nel 2010, dopo aver conseguito la laurea nel Novembre 2009, studiando presso l’Università di Roma Tor Vergata. Nonostante le difficoltà riscontrate nella miriade di concorsi, a cui ho partecipato, ho ottenuto il mio primo incarico dopo solo otto mesi dalla mia laurea, presso l’azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, e rispettivamente nel 2013 e 2014 ho ricoperto altre due sostituzioni, presso l’azienda ospedaliera S. Anna di Ferrara e l’Asl10 di Portogruaro (VE) accumulando circa due anni e mezzo di esperienza. La stessa esperienza mi ha permesso di arrivare qui a Guildford nel Giugno 2015 (UK), spinto dall’enorme incertezza che ho riscontrato in Italia e dalla forte voglia di rimettermi di nuovo in gioco affrontando un esperienza diversa e impegnativa. Partiamo dal presupposto che bisogna avere almeno una base di conoscenza linguistica che ho avuto la possibilità di acquisire trasferendomi a Londra per 8 mesi tra un incarico e l’altro tra il 2012-2013, che ti permetta di affrontare una interview, ovvero un colloquio di lavoro. Se posso permettermi di dare un consiglio, cercate di trasferirvi in cittadine piu’ piccole, che vi permettano di imparare la lingua piu’ velocemente, in quanto la concentrazione di madrelingua e di persone che parlano un inglese appropriato è maggiore, oltre ad una questione economica, in quanto grandi città come Londra sono molto piu’ impegnative riguardo quell’aspetto.

Cercare lavoro come CLINICAL PHYSIOLOGIST in UK: C’è da premettere che il clinical physiologist è molto richiesto in UK in quanto le scuole di specializzazione sono solo due in tutta l’Inghilterra, ed oltre al lavoro pubblico c’è una sacco di richiesta da parte dei privati, aspetto che però suggerisco di tenere in considerazione una volta acquisita esperienza in una struttura pubblica, che ti permette un’introduzione alla professione più adeguata.

 Il sistema nazionale in UK si chiama NHS ( national health service), potrete trovare il sito semplicemente cercando su internet NHS JOBS e dopo di che creare il vostro account personale, che vi consente poi di accedere alle application forms. Una volta iscritti, potrete semplicemente cercare le vacancies disponibili sul territorio nazionale, scrivendo CLINICAL PHYSIOLOGIST. Attenzione a non confondersi con i Cardiac clinical physiologist o Respiratory clinical physiologist che svolgono diverse mansioni. Per ogni application potrete trovare il bando con tutti i requisiti d’accesso non dando tanto peso agli anni di esperienza richiesti, che sono relativi alla forte necessità di assumere personale. Se l’application soddisfa i requisiti richiesti, verrete convocati per effettuare un interview. Un altro consiglio che posso dare è di non soffermarsi solo sulle application form trovate sul sito NHS, ma di tentare anche inviando il vostro CV e COVER LETTER nei vari ospedali, in quanto molti fanno selezioni interne senza pubblicare il bando sul sito. L’interview è strutturata in 3 parti, partendo da un primo colloquio orale che si tiene con la manager del reparto, che è un tecnico e il consultant ovvero il neurofisiologo, con cui potrete discutere delle vostre esperienze passate, i motivi che vi hanno spinto a cercare lavoro in UK,delle attività che si svolgono nel dipartimento e alcune domande tecniche abbastanza basilari. Nella seconda parte dell’interview vi verrà chiesto di applicare il sistema 10-20 su un modello plastico e nell’ultima parte di effettuare il cosiddetto FACTUAL REPORT che contiene l’anamnesi del paziente e di conseguenza la descrizione completa del tracciato EEG. Il Factual report é qualcosa di nuovo per noi tecnici Italiani, in quanto qui in UK alla fine di ogni EEG il tecnico deve effettuare una descrizione dettagliata del tracciato EEG precedentemente registrato, includendo tutte le bande di frequenza osservate in tutti i suoi aspetti: ampiezza, frequenza, simmetria, distribuzione, prove di attivazione e responsività, ECG, sonno, se registrato, ed eventuali anomalie. ( allegato 1). Per quanto riguarda il sistema di misurazione, viene effettuato su ogni paziente prima di procedere con l’applicazione degli elettrodi e in molti reparti come anche in quello in cui lavoro, viene adottato un sistema leggermente diverso chiamato MODIFIED MAUDSLEY (ALLEGATO 2). Il MODIFIED MAUSLEY rispetto al 10-20 permette una distribuzione maggiore soprattutto a livello della zona post temporale.

 Riceverete l’esito della vostra interview entro poche settimane, e in caso di esito positivo, riceverete l’incarico. Bisogna tener conto che l’affluenza alle interview è ridotta a un numero limitato di partecipanti in quanto viene effettuata una ampia preselezione, quando vengono inviate le candidature online.

Anche l’organizzazione gerarchica del clinical physiologist e il corso di studi differisce nettamente, infatti il sistema sanitario nazionale divide le professioni sanitarie in BANDS, in base al livello di competenze acquisito. Un clinical physiologist alla prima esperienza rientra nella band 5 ( allegato 3-4) dopo aver effettuato uno student placement durante i 3 anni di corso universitario. La band 5 sostanzialmente richiede lo svolgimento in maniera autonoma di EEG di routine, sleep EEG, EEG pediatrici e neonatali, portable EEG effettuati nei vari reparti compresa la terapia intensiva, premettendo che in UK l’accertamento di morte non prevede l’applicazione dell’EEG. Oltre all’EEG la band 5 richiede autonomia nell’elettroneurografia degli arti superiori e potenziali evocati visivi. Progredendo verso la Band 6 si possono effettuare ENG anche degli arti inferiori e tutti gli altri potenziali evocati, passando verso un band 7 ovvero un (highly specialized clinical physiologist) quindi con esperienza, competenze e responsabilità maggiori fino ad arrivare alla band 8 in cui si passa da competenze di tipo tecnico a quelle gestionali del reparto, diventando Head of Neurophysiology, ovvero il manager che equivale al capo-tecnico in Italia. Le band 9 e 10 comprendono ruoli che vanno al di sopra del reparto di neurofisiologia, includendo incarichi di tipo manageriale e amministrativo, riguardanti livelli piu’ elevati della struttura ospedaliera. Le band subiscono leggere variazioni in base alle diverse strutture ospedaliere, per quanto riguarda le competenze richieste, anche se sostanzialmente sono molto simili.

Riguardo al corso di studi, il metodo di qualificazione alla professione è diverso, tenendo conto che da poco tempo è stato introdotto un nuovo corso di studi, che prevede la riduzione da 4 a 3 anni di qualificazione, ma che in entrambi i casi include molto meno tirocinio rispetto a quello che effettuiamo in Italia, concentrandosi maggiormente sulla qualificazione in elettroencefalografia prima di tutto e Potenziali evocati visivi. La specializzazione in tutti gli altri esami viene effettuata post-laurea una volta conseguito l’incarico lavorativo vero e proprio. Il nuovo corso di studi prevede 10 settimane di tirocinio il primo anno,15 settimane il secondo anno e 20 il terzo anno, presso un reparto di neurofisiologia.

Per quanto riguarda l’iscrizione all’albo in UK esiste l’ RCCP ( REGISTRATION COUNCIL  for CLINICAL PHYSIOLOGIST), che non è obbligatorio per l’avviamento alla professione, come avviene per esempio per infermieri e radiologi, e che potrete conseguire successivamente con calma. Potete trovare tutte le informazioni sul sito www.rccp.co.uk/registrants/register.cfm

Riguardo le apparecchiature, nel nostro reparto abbiamo macchinari MICROMED, che ho notato essere abbastanza diffusi nel territorio.

Sommariamente questa è la descrizione di come la figura del tecnico è articolata in UK. Per quanto riguarda il mio punta di vista e l’esperienza effettuata fino ad ora, inizialmente le difficoltà non mancano, in quanto effettuando tipi di esami operatore-dipendente, l’approccio stabilito con il paziente è molto importante, soprattutto con l’EEG in cui lo stesso approccio cambia in base al tipo di paziente che ci si trova di fronte, come per esempio con i bambini; perciò effettuare ciò in un’altra lingua inizialmente non è facile.

L’altro aspetto su cui bisogna acquisire esperienza è il factual report, al quale non siamo abituati in Italia e che inoltre bisogna effettuare in una lingua diversa. Ma nonostante tutto’ è una esperienza davvero formativa in quanto ti permette di ampliare notevolmente il bagaglio di esperienza, in quanto ci si rapporta con metodi e approcci di lavoro differenti, crescendo notevolmente dal punto di vista linguistico su tutti i fronti, SPEAKING-LISTENING- WRITING, senza tralasciare gli enormi margini di miglioramento per quanto riguarda l’interpretazione e descrizione dell’EEG, dovendo effettuare quotidianamente diversi Factual Reports. Per chi invece avesse esperienza in IOM, posso dirvi che c’è una richiesta enorme qui in UK sia a livello pubblico che privato. L’altro aspetto positivo nell’ avere esperienza nel NHS è quella di essere ben accetti in molti altri paesi come per esempio Australia, USA ed Emirati Arabi, per chi magari volesse fare ulteriori esperienze, oppure potete sempre tornare in Italia portando con voi sempre e comunque un punto di vista piu’ ampio, che sarà sempre utile nel miglioramento e nello sviluppo di nuovi metodi di lavoro. Vi ho inoltre allegato alcuni documenti e guidelines che penso possano esservi utili prima di intraprendere un incarico come clinical physiologist qui in UK.

GOOD LUCK

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