ELETTROENCEFALOGRAMMA

L’elettroencefalogramma – EEG – è una tecnica d’indagine neurofisiologica che consente,in tempo reale, l’esplorazione funzionale e dinamicadell’attività elettrica cerebrale. È la rappresentazione grafica dei flussi di correnti ioniche, generati da cellule nervose nello spazio extracellulare, registrati da diverse aree dello scalpo. È di facile esecuzione, non è invasivo, è somministrabile a tutta la popolazione e non richiede una preparazione specifica.

Il segnale elettroencefalografico è il risultato di potenziali postsinaptici eccitatori (EPSP) e inibitori (IPSP) generati dagli alberi dendritici di gruppi di cellule neuronali che lavorano in modo sinergico e sincronizzato. I potenziali prodotti sono abbastanza grandi (10-100 μV) da poter essere rilevati dagli elettrodi posti sullo scalpoe trasmessi all’elettroencefalografo – EEGrafo– per la misurazione e registrazione. Il flusso di corrente rilevato è pari alla differenza di potenziale tra due elettrodi: “attivo” (registrante, REG) e “indifferente” (referente, REF).

L’EEGrafo può essere analogico oppure digitale, nel primo caso il segnale elettrico è amplificato, filtrato e riprodotto su carta e/o su un dispositivo di visualizzazione. Nell’EEGrafo digitale, il segnale EEG, è filtrato, amplificato, campionato, convertito da analogico a digitale e riprodotto. Il beneficio della conversione in digitale è di avere un segnale esperesso in numeri digitali; inoltre l’elaborazione digitale, rispetto a quella analogica, presenta caratteristiche di maggiore versatilità, flessibilità, e minor costo, nonché il vantaggio di poter memorizzazione e trasmettere le acquisizioni EEG ed eseguire analisi post-acquisizione. Tramite la conversione digitale del segnale e il potenziamento dei calcolatori, oggi è possibile eseguire un’infinità di analisi del segnale EEG oltre all’interpretazione tradizionale; le più diffuse tecniche sono l’analisi spettrale e il calcolo dei parametri nel dominio della frequenza (come ad esempio il mapping topografico), nelle quali il tracciato EEG digitalizzato viene convertito, tramite un’analisi matematica, la Trasformata di Fourier (Fast Fourier Trasformation – FFT), dal dominio del tempo al quello della frequenza. Tali metodiche hanno il vantaggio di rendere l’analisi del segnale più oggettiva e intuitiva; tuttavia in considerazione della scarsa stabilità dell’attività cerebrale, il loro utilizzo attualmente è limitato all’ambito sperimentale o di corredo alla lettura EEG tradizionale nel dominio del tempo.

L’EEG si presenta sotto forma di onde continue, ritmiche o aritmiche oscillanti, che variano per aspetto, frequenza e ampiezza. Nella lettura vengono considerate: la frequenza, la morfologia, l’ampiezza, le modalità di comparsa, la distribuzione topografica, la quantità, la persistenza, la simmetria e la reattività. La diversità di patologie e condizioni per le quali si esegue un tracciato EEG non consentono di individuare un univoco metodo di registrazione pertanto sono stati definiti i requisiti  tecnici  minimi  di un esame EEG in ambito  clinico,  con  procedure standardizzate, per produrre tracciati in grado di essere intrepretati uniformemente dalla popolazione medica e non.

L’esecuzione di registrazioni EEG sono una competenza del tecnico di neurofisiopatologia/TNFP (D.M. 15 marzo 1995 n. 183 – Profilo professionale del tecnico di neurofisiopatologia). Il TNFP è un operatore sanitario appartenete ai 22 profili professionali normati con il decreto legislativo 502/1999 e la legge 42/1999, in possesso della laurea triennale in tecniche di neurofisiopatologia abilitante all’esecuzione di indagini diagnostiche delle patologie del sistema nervoso.

Il TNFP, in totale autonomia, esegue l’EEG,sceglie le prove di attivazione cui sottoporre il paziente in base allo stato clinico, al grado di compliance e alle patologie da cui è affetto, assiste e soccorre il paziente in caso di bisogno. Non di rado, durante la registrazione si presentano crisi epilettiche. Il TNFP, oltre ad aiutare il soggetto, deve cercare di proseguire la registrazione evitando il distacco degli elettrodi e annotando sul tracciato tutte le manifestazioni cliniche.

Il TNFP è diretto responsabile del materiale d’uso e del corretto funzionamento delle apparecchiature.

Le attività per l’esecuzione di un EEG si possono riassumere in quattro fasi:

  1. Raccoltadei dati anamnestici remoti e prossimi (compresa la terapia farmacologica con particolare attenzione all’indicazione difarmaci che potrebbero interagire con l’attività cerebrale come ad esempio benzodiazepine, antiepilettici, antidepressivi, neurolettici ecc.), del motivo dell’esame, dei referti di EEG precedenti e dei referti di esami strumentali inerenti al problema.
  2. Individuazione del tipo di registrazione da eseguire.Preparazione del materiale d’uso.Scelta della modalità di applicazione degli elettrodi più idonea. Una delle standardizzazioni cui ci si riferiva sopra, è rappresentata dalla disposizione degli elettrodi secondo il Sistema Internazionale 10-20 (SI 10-20): n. 21 elettrodi sono posti sullo scalpo a distanza del 10% e 20% della lunghezza di linee ideali (nasion, inion, punti preauricolari) con una distanza interelettrodica simmetrica e uniforme fino a copertura di tutta la superficie della testa (L’American ClnicalNeurophysiology Society/ACNS ha recentemente proposto un’estensione del Sistema 10-20 definendolo 10-10, o 10%, che prevede il posizionamento di n. 75 elettrodi, disposti lungo 11 catene sagittali e 9 coronali).Settaggio dei parametri di registrazione dell’EEGrafo: filtri/banda passante, velocità di scorrimento, amplificazione/guadagno.
  3. Registrazione e tempestiva annotazione degli eventi che si susseguono durante la rilevazione sul tracciato stesso. Eliminazione, allontanamento, riduzione e annotazione della presenza di eventuali fonti artefattuali(potenziali extracerebrali che interagiscono con la registrazione: fisiologici -l’attività muscolare, cardiaca e oculare, ecc… – e non fisiologici – alterata captazione del segnale per cattivo contatto cute-elettrodo, da corrente alterata etc…-).
  4. Predisposizione di tutto il materiale da fornire allo specialista neurofisiologo/neurologo per l’interpretazione e la redazione del referto.

Ordinariamente i tipi di registrazione utilizzati sono:

  • EEG di routine (S/EEG, Standard EEG);
  • EEG Dinamico o EEG delle 24 ore (A/EEG, Ambulatory EEG);
  • EEG con Videoregistrazione (Video-EEG) e Monitoraggio Video-EEG a lungo termine (LTVEEG Monitoring).

L’EEG è largamente utilizzato nelle diagnosi e valutazioni delle:

  • epilessie e degli stati epilettici convulsivi o non convulsivi;
  • encefalopatie legate a disturbi metabolici,  infettivi  e  degenerativi;
  • lesioni cerebrali focali o diffuse di tipo ischemico, emorragico o neoplastico;
  • fluttuazionidella vigilanza, inclusa la valutazione del coma, fino all’accertamento di morte cerebrale.

L’epilessia in Italia (analogamente ad altri paesi industrializzati) ha un’elevata incidenza (33.5 per 100,000) e una prevalenza massima nei pazienti con età al di sotto dei 25 anni e al di sopra dei 75. L’analisi del segnale EEG nelle epilessie, oltre all’alto valore diagnostico, ha un importante significato prognostico e rappresenta un eccellente strumento per il follow-up e la valutazione della risposta farmacologica.

Alessandra Di Giorgio
AUSL Reggio Emilia